La solenne concelebrazione

Il 12 dicembre nella Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca è stato celebrato il decimo anniversario della sua consacrazione.

Il solenne rito eucaristico è stato presieduto da S.E. Mons. Paolo Pezzi, Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, che ha concelebrato con il Nunzio Apostolico in Russia, Arcivescovo Antonio Mennini, con il vescovo Kirill Klimovich, Ordinario della Diocesi di San Giuseppe a Irkutsk, e con decine di sacerdoti. In rappresentanza della Chiesa Ortodossa ha partecipato alla solenne cerimonia Mons. Igor Vyzhanov, Segretario del Dipartimento per le relazioni inter-cristiane del Patriarcato di Mosca.

Nell’omelia l’Arcivescovo Paolo Pezzi ha parlato della storia drammatica della chiesa dell'Immacolata Concezione, la quale è stata profanata e quasi distrutta sotto il comunismo. «Costruita all’inizio del XX secolo, la Cattedrale ha condiviso la tragica sorte della maggior parte delle chiese nella Russia passata sotto il giogo dell’ateismo», ha detto l’Arcivescovo. Toccando il tema delle repressioni subite da molti fedeli e sacerdoti durante il regime comunista, l’Arcivescovo ha menzionato tre sacerdoti particolarmente legati alla chiesa dell’Immacolata Concezione: il primo parroco, don Mikhail Tsakul, fucilato a Mosca nel 1938; il Beato Leonid Fedorov, Esarca dei Cattolici Russi di Rito Orientale, che proprio in questa chiesa celebrò la sua ultima liturgia pasquale, appena rientrato dal lager delle Isole Solovki; infine padre Sergij Solovjov, nipote del grande filosofo Vladimir Solovjov, nominato nel 1926 Vice-Esarca dei Cattolici russi. “La memoria delle migliaia di martiri del secolo scorso è presente in ogni sacrificio eucaristico che viene celebrato ogni giorno nel mondo” ha sottolineato l’arcivescovo Pezzi.

«Questa Cattedrale sintetizza nella sua travagliata storia gli eventi vissuti dalla Chiesa Cattolica nei tempi dell’Unione Sovietica, e oggi noi ricordiamo nella preghiera tutti coloro che nel ventesimo secolo hanno rinnovato l'esperienza dei martiri antichi» - ha detto nel suo saluto il rappresentante della Santa Sede in Russia, il Nunzio Antonio Mennini. “Anche se la comunità cattolica in Russia è piccola, essa può avere un ruolo importante nella società russa nella misura in cui essa è pronta di predicare il Vangelo di Cristo e a testimoniare l'universalità della Buona Novella” ha affermato l'Arcivescovo Pennini quasi a dare un indirizzo preciso alla comunità. Egli ha poi trasmesso a tutti i presenti gli auguri e la benedizione del Papa Benedetto XVI.

L’intenzione di preghiera è stata rivolta a tutti coloro che hanno costruito e hanno ricostruito la chiesa dopo gli anni di abbandono, in modo particolare a Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, il precedente Arcivescovo Metropolita , chiamato alla Cattedra moscovita nel 1991, che è stato l’animatore dei lavori di ripristino della Cattedrale.

S.E. Mons. Tadeusz Kondrusiewicz, ora Arcivescovo Metropolita di Minsk e Mogilev, non potendo partecipare al rito solenne ha inviato i suoi auguri per l’anniversario della consacrazione della Cattedrale dell'Immacolata Concezione. Il suo messaggio è stato letto dal Segretario Generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici della Russia, P. Igor Kovalevsky. In esso ha sottolineato come quell’evento abbia segnato una nuova tappa nella vita della comunità cattolica in Russia: «L'ultimo decennio ha dimostrato che la Cattedrale dell'Immacolata Concezione a Mosca è diventata non solo il centro della Chiesa Cattolica in Russia, ma anche un luogo di incontro interconfessionale e culturale».

Un caloroso saluto è stato anche portato dal Vescovo Kirill Klimovich, il quale ha incentrato il suo intervento sulla figura della Beata Vergine Maria, sotto il cui patrocinio è posta la Cattedrale. Infine l'Arcivescovo Paolo Pezzi ha ringraziato tutti i presenti e ha indirizzato un saluto particolare al rappresentante della Chiesa Ortodossa Russa, P. Igor Vyzhanov, sottolineando che la sua presenza in questa solenne celebrazione può essere considerata come «un segno dell’amicizia che esiste tra le nostre due Chiese», la quale deve essere portata avanti «per il bene della testimonianza di Cristo». 

Affinché non si perda la memoria

In occasione della grande festa del 10° anniversario è stata inaugurata anche una mostra fotografica: all’interno della Cattedrale sono state esposte le foto che raccontano la storia della sua costruzione, della requisizione da parte dei bolscevichi e della trasformazione in case e magazzini, e infine della ricostruzione della chiesa negli anni ‘90. Una ricostruzione che è costata anni di fatiche, di rinvii, di sofferenze.

La casa editrice francescana che opera a Mosca ha voluto pubblicare per l’anniversario della consacrazione della Cattedrale un album illustrato dal titolo «La Cattedrale è il cuore della diocesi», con numerose fotografie e un commento storico, nonché una prefazione di Mons. Paolo Pezzi.

La Messa solenne inoltre è stata preceduta da una breve conferenza tenuta da Don Eugenio Geinrichs, che ha illustrato la storia della cattedrale e ha descritto i compiti odierni della sua comunità risorgente. Egli ha fatto rilevare che 10 anni fa questa chiesa dell’Immacolata Concezione fu consacrata come chiesa parrocchiale, e che solo nel 2002, dopo l’erezione ad Arcidiocesi della Madre di Dio di Mosca, ha acquisito lo status di Cattedrale, quale «cuore della diocesi, che segna la nostra unità cristiana». Secondo il relatore, questa chiesa-madre dovrebbe diventare un modello sia nella pratica liturgica, sia nell'organizzazione delle catechesi, dell'istruzione e dei servizi sociali, e quindi un vero e proprio «esempio di organizzazione della vita parrocchiale». Don Eugenio ha sottolineato che nei rapporti con il mondo «esterno» i cattolici russi devono essere guidati dal principio di «di inculturazione del Vangelo e di evangelizzazione della cultura», per superare l'isolamento, pur storicamente comprensibile, e per costruire «una aperta ed accogliente integrità, i cui sistemi semeiotici siano accessibili alla maggior parte delle persone», creando così una «cultura dell’unità nel Cristo».

Ai numerosi partecipanti è stato proposto anche un breve concerto d'organo, sull’antico organo della cattedrale, dono dei cattolici tedeschi alla comunità cattolica di Mosca. L’organo della Cattedrale ha reso possibile da qualche anno l’organizzazione di concerti e di iniziative musicali che permettono di far conoscere al mondo ortodosso la grandiosa tradizione della musica sacra occidentale, e allo stesso tempo un fecondo confronto con la tradizione musicale russa.