L’ispirazione e gli inizi della missione

"Della Russia ho incominciato ad interessarmi quando ero ancora alle scuole medie, a 15-16 anni, leggendo la grande letteratura russa: Dostojevsij, Tolstoj… Più tardi, e soltanto quando frequentavo il Seminario maggiore, cioè durante la teologia, ho potuto incontrarmi con delle persone che si interessavano della Russia più profondamente, cioè i Gesuiti del Russicum, che erano venuti a Trento dove io ho studiato, e avevano celebrato la liturgia bizantina e tenuto delle relazioni sulla vita in Russia. 

E lì per la prima volta mi è nata l’idea di poter lavorare per la Russia… Io sono venuto a Milano il 4 ottobre del ‘57, ancora nel mese di ottobre ho incontrato don Giussani, con il quale da subito ho trovato una comprensione, anche perché lui aveva insegnato Teologia Orientale alla Facoltà Teologica di Venegono, che è quella di Milano. Con lui c’era una grande amicizia, da lui ho imparato che non si poteva semplicemente essere specializzati sui problemi della Russia: bisognava, per collaborare per l’unità, creare anche una certa unità sia con lui come con altri. E così è nata anche una fraternità che raccoglie adesso circa 250 - 300 giovani e meno giovani… ci sono dentro anch’io, quindi!

Da qui poi, sempre pensando di poter entrare e lavorare in Russia, sono nate anche alcune opere come la scuola iconografica, come la casa editrice la Casa di Matriona, come altre… gruppi di studio, congressi che ogni anno si facevano, anche l’insegnamento della lingua russa, della filosofia russa, ed altre cose… finché siamo venuti a contatto con il Samizdat.

Questo è stato un momento molto importante per noi, perché fin dall’inizio avevamo come intenzione quella di collaborare sia a far conoscere la storia e la cultura russa in Italia, sia nel medesimo tempo aiutare la Russia che in quel momento si trovava in situazione difficile, cioè la persecuzione da parte del partito comunista… per questo qui abbiamo creato immediatamente una piccola casa editrice anche in russo, perché la Casa di Matriona era inizialmente soprattutto per gli italiani e quindi in italiano. Ma quando abbiamo incontrato il Samizdat è stata una grande scoperta, e anche ha dato un impulso alla nostra speranza e al nostro lavoro perché abbiamo capito che non tutto era comunista in Russia, che c’era ancora, pur nel nascosto, un’anima profondamente cristiana e profondamente umana. Perché il Samizdat per noi è stato una scuola anche in Occidente, soprattutto abbiamo scoperto come per cambiare il mondo bisogna cominciare a partire dalla persona, non dalle istituzioni come voleva la teoria marxista, che cambiando le istituzioni si cambia l’uomo. E lì dice: no, cambiando l’uomo possiamo cambiare veramente anche le istituzioni e cambiando l’uomo non occorre usare la violenza. Anzi la violenza è sempre, come dice la grande letteratura del Samizdat, è sempre frutto di una debolezza di spirito: quando uno è incapace di creare allora usa la violenza, mentre quando uno pensa profondamente e sa amare profondamente non ha bisogno di violenza. Basta pensare ed amare ed agire."

(intervista a P. Romano Scalfi,
19 gennaio 2005, Mosca) 

Russia Cristiana e la Biblioteca dello Spirito

"Russia Cristiana è nata in Italia e lo scopo era da una parte missionario e dall’altro ecumenico. Ecumenico, come ho già accennato, è quello di far conoscere la tradizione della Chiesa russa e della cultura russa all’Italia; missionario era quello di aiutare la Russia nella situazione concreta. In Italia le cose si sono sviluppate un po’ alla volta naturalmente… e una delle nostre preoccupazioni è di far conoscere la liturgia bizantina. Io sono bi-ritualista, cioè posso celebrare sia in rito bizantino che in rito latino.

Poi in Italia c’e una casa editrice che comporta un lavoro di conoscenza delle novità che offre la Russia: seguiamo le riviste, i testi… abbiamo una biblioteca che ha 25.000 testi sulla Russia ed è seguita da molti… ultimamente parecchi studenti delle università di Milano, di Brescia e dintorni, un po’ da tutta Italia, vengono per consultare i nostri libri ed avranno fatto più di una trentina di tesi proprio sfruttando i libri della nostra Biblioteca. Anche questo è un lavoro di prestigio ed ha una sua importanza. Questo per quello che riguarda l’Italia.

Per quello che riguarda la Russia lo scopo è identico, è uno scopo soprattutto ecumenico e di aiuto alla Chiesa che è qui. Praticamente cioè noi siamo rappresentati dalla Biblioteca dello Spirito, è stata fondata da noi e adesso loro sono ormai specialisti nella stampa e nella diffusione del libro; una settantina di libri sono stati pubblicati, e adesso, quello che ci è molto caro, c’e tutta una serie di libri che gli Ortodossi hanno chiamato “Progetto 100 libri”, i quali sono stampati di comune accordo fra cattolici e ortodossi, c’e una commissione mista di cattolici e di ortodossi che stabilisce i libri che servono meglio alla situazione attuale della Russia. E questo qui sarà un lavoro che abbiamo cominciato da poco ma che dovrà proseguire per anni e decine di anni perché insomma un centinaio di libri non si stampano in un giorno.

Questo è il lavoro ecumenico. Il nostro scopo non è fare del proselitismo ma proprio fare amicizia con gli Ortodossi. Noi per ecumenismo intendiamo anzitutto amicizia, e l’amicizia in ciò che riguarda i cristiani è l’amicizia in nome di Cristo e per Cristo. In nome di Cristo perché sappiamo che la nostra amicizia è fondata in Cristo: è Lui che ha creato l’unità delle Chiese e sappiamo che è molto più quello che ci unisce che non che quel che ci divide.

Partendo da questa realtà noi non facciamo dei progetti per unire le Chiese, perché il progetto lo ha già fatto Cristo. Riconosciamo questa unità, collaboriamo nell’amicizia perché l’amicizia è la prima espressione di un’unità e crediamo di dover continuare su questa via qui. Un’amicizia che comprende anche la missione, cioè collaborare insieme per annunciare al mondo che non è cristiano - perché sia in Oriente che in Occidente adesso purtroppo si allarga sempre di più il secolarismo, cioè un indifferentismo, quindi una mentalità che dimentica sempre di più la Chiesa - che accetta una certa religiosità vaga, ma che non intende diventare Chiesa in gran parte. Ed ecco che noi allora vogliamo collaborare con gli Ortodossi perché Cristo sia annunciato. In questo senso, pensiamo che ci sia ancora tanto da fare.

E noi cerchiamo delle persone disposte ad essere amiche con noi, che abbiano la stessa passione per Cristo e la stessa passione per la Chiesa. Dopo di che tutti siamo aperti a quello che il Signore prevede; non siamo dei grandi organizzatori ma siamo aperti a tutto ciò che il Signore fa accadere. Perché se Cristo è presente, è presente nella nostra realtà, ed è guardando la realtà così com’è che noi siamo animati a rispondere alle esigenze del tempo.

I tempi sono certamente tristi per il cristianesimo in generale, sia in Russia come in Italia, ma crediamo che se camminiamo verso l’unità questo è il contributo maggiore sia per la Chiesa, Cattolica e Ortodossa, come anche per il mondo, perché non pensiamo che il mondo possa essere salvato dalla cultura mondana ma soltanto dalla cultura cristiana."

(intervista a P. Romano Scalfi,
19 gennaio 2005, Mosca)